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Questo
è veramente un argomento complesso, ingarbugliato e senza fine, ma per lo meno
vediamo di conoscere le indicazioni fondamentali per poter valutare la qualità
e la scelta di un mangime da una prima lettura di etichetta.
Per
comprendere il significato di un’etichetta bisogna prima di tutto saper
riconoscere gli ingredienti che leggiamo sapendo se si tratta di carboidrati,
proteine, vitamine o altro.
Per questo basta
conoscere le sostanze e i nutrienti precedentemente spiegati.
La
legge prevede che nelle etichette gli ingredienti siano scritti in ordine
decrescente, ossia, partendo da quello contenuto in percentuale maggiore fino al
minore.
E’
bene sapere che (“trovata la legge scoperto l’inganno”), è possibile
mascherare l’alta percentuale di un ingrediente dividendolo in parti più
piccole per non farlo apparire al primo posto. Se ad esempio il tal prodotto
contiene un alta percentuale di mais e non voglio che appaia come prima voce,
posso scomporlo inserendo più voci che chiamerò mais, farina di mais, glutine
di mais, ecc. e che sicuramente occuperanno posizioni più basse.
Pertanto,
il consiglio è di osservare la fonte proteica derivata possibilmente dalla
carne e la fonte di grassi possibilmente animali , verificare la fonte di
carboidrati, generalmente riso o mais, ma soprattutto di leggere gli ingredienti
nell’insieme contando complessivamente quanti ingredienti risultano essere di
fonte animale e quanto di origine vegetale. Le “verdure” in un alimento di
qualità non hanno motivo di esistere, il cane necessita di carboidrati non di
verdure.
Altra
regola importante, i mangimi di un certo livello specificano SEMPRE il tipo di
carne utilizzata, non si leggerà MAI la dicitura “carni e derivati” se pur
perfettamente legale. Con quella definizione si sa ben poco della qualità e
delle fonte che appare quanto meno poco chiara.
I
tenori analitici benché importanti dicono ben poco rispetto alla lista degli
ingredienti e soprattutto se letti da soli. E’ inutile sapere quante proteine
contiene il prodotto se non si conosce la qualità delle proteine (valore
biologico e profilo amminoacido) e soprattutto la concentrazione
di somministrazione giornaliera.
A
questo scopo è utile consultare anche la tabella del dosaggio giornaliero. Se
su un prodotto leggo che contiene il 25% di proteine e la dose giornaliera per
il mio cane è di 200 gr. al giorno e su un altro leggo che contiene il 20% di
proteine e la dose giornaliera è di 400 gr. al giorno, forse somministrerò una
valore proteico più alto utilizzando il mangime che contiene il 20% anziché il
25%.
I dosaggi giornalieri
consentono soprattutto di fare il calcolo del prezzo reale di un mangime.
Sarà
facile osservare che ci si può trovare a risparmiare con dei mangimi più
costosi che avendo degli ingredienti di qualità superiore ne occorrerà un
quantitativo inferiore per soddisfare i fabbisogni energetici ed è così che la
motivazione del “vorrei, ma non posso perché costa troppo”
che impedisce di acquistare magari prodotti migliori potrebbe decadere
con una bella scoperta.
Non fermatevi mai solo al prezzo del
sacco, ma calcolate sempre, dividendolo per la dose giornaliera riportata in
etichetta, quanto costa AL GIORNO mantenere il cane con quel mangime, quello sarà
il vero costo.
Per
quel che riguarda i costi in generale, è vero che pubblicità e marketing
sicuramente influiscono sul costo di un prodotto, ma è anche vero che anche
senza di essi, difficilmente un prodotto di pari qualità potrà costare
esattamente la metà dell’altro. Questa regola se ci facciamo caso vale anche
quando scegliamo qualsiasi cosa ad uso umano alimentare e non.
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