Addestramento

 

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Chiariamo subito un punto: non sono un addestratore, ma un principiante volenteroso e appassionato. Voglio però tentare di spiegare alcune cose a chi ne sa ancora meno di me.

Perché addestrare un cane?

Per prima cosa, voglio specificare che non si parla di costringere un povero cane a gesti per lui innaturali in stile circo di bassa lega.

Addestramento vuol dire innanzitutto educazione. Il cane addestrato può essere condotto con serenità in tantissime situazioni dove un suo simile può essere pericoloso per se stesso, per gli altri cani o anche per l'uomo.

Addestramento vuol dire anche e soprattutto creare un rapporto bellissimo con il proprio cane, dove la fiducia e la stima reciproche migliorano l'intesa. 

Infine, se il cane si comporta bene, è più facile portarlo al seguito... e si finisce per non lasciarlo mai da solo o a inventare scuse per caricarlo in macchina anche quando... così il padrone passa per matto :-)

L'importanza del carattere...

I cani, come le persone,  hanno diversi tratti di carattere e possono essere più o meno sociali, avere un carattere dominante o da gregari, essere più o meno aggressivi.

Non esiste una ricetta per plasmare il cane secondo i nostri desideri, ma con l'addestramento possiamo enfatizzare i lati positivi del carattere e inibire in parte quelli negativi.

Ad ogni modo, un cane testardo richiederà sicuramente più sforzi rispetto a un cane più docile, ma un buon addestramento aiuterà comunque a conoscerlo sempre meglio.

E' invece essenziale che il cane capisca la sua posizione gerarchica. Infatti, il cane è un animale sociale che in natura vive in branchi. La gerarchia è rigida: il capobranco o il cane dominante viene obbedito senza discutere, ma ancora più importante è la figura del leader, un cane che viene scelto ad esempio e imitato in ogni sua mossa.

Non sempre capobranco e leader coincidono... ma l'importante è che il vostro cane riconosca in voi una delle due figure.

Se vi vedrà capobranco farà tutto quello che gli viene ordinato senza discutere, ma talvolta anche senza allegria. Se vi vedrà leader farà di tutto per farvi contenti... e ne sarà anche felice.

L'importante è che il cane non possa MAI pensare di essere lui il leader o il capobranco... altrimenti può diventare rapidamente ingestibile o addirittura pericoloso.

Come si addestra un cane?

Diciamo subito che il più delle volte non si tratta di addestrare il cane ma... il suo conduttore.

Bisogna innanzitutto imparare come spiegare al nostro animale cosa vogliamo che faccia, ossia i principi dell' educazione e dei comandi.

Il cane associa rapidamente, ma è compito nostro agire in due modi:

Per rinforzo dei comportamenti positivi
Per repressione di quelli negativi.

Innanzitutto dovete avere l'attenzione del cane, con il gioco o con i bocconcini. Io li alterno nei vari momenti, in modo da interessarlo e stuzzicarlo.

A quel punto bisogna fare associare al comando ben eseguito un premio, che può essere un boccone oppure carezze, coccole, gioco...

Se sbaglia di solito è sufficiente non premiarlo e ricominciare, mentre le punizioni vanno centellinate e riservate a quando il cane commette gravi mancanze. In questi casi la punizione deve essere misurata, ma deve esserci pena il tentativo di scavalcamento gerarchico.

Punire un cane non vuole assolutamente dire massacrarlo di botte. Una sgridata o il costringerlo in una zona del giardino o della casa è già un castigo forte per lui. Una punizione efficace deve ribadire il dominio sul cane e ricordargli la sua posizione di gregario.

In sintesi, si cerca di portare il cane al ragionamento "io bravo, premio grazie", piuttosto che al "non faccio se no son botte". Nel primo caso il cane avrà mille iniziative e sarà vitale, nel secondo avremo un esemplare represso... con il rischio che sia eccessivamente timoroso o che, senza motivi apparenti, diventi aggressivo.

Cosa piace al cane?

Non è un decalogo, solo una serie di voci...

Attività fisica: il cane vuole tenersi in forma. Se vive in un ampio giardino lo farà da solo, ma se è costretto in un appartamento... dovrà essere cura nostra portarlo a fare passeggiate e, almeno due volte la settimana, portarlo in un posto dove possa essere lasciato libero di correre, saltare e muoversi senza guinzaglio;
Compagnia: il cane va lasciato da solo il minor tempo possibile. Se proprio lavoro e altri impegni v'impediscono di portarlo con voi, abbiate cura di dedicargli molte attenzioni al vostro rientro e di ritagliare un pochino di tempo, nel fine settimana, per portarlo in giro e lasciarlo sfogare;
Gioco: per lui vuol dire allenamento alla caccia e tenersi in forma. Per noi vuol dire interazione e divertimento. Suggerisco di giocare con lui qualche minuto ogni giorno, usando una pallina legata a una corda oppure un manicotto di stracci... il cane DEVE mordere, ma solo quello che gli diciamo noi ;
Vedere il mondo: il cane è un animale territoriale, ma un appartamento o un giardino non gli bastano. Per avere un animale equilibrato, è bene che sia abituato a vedere posti diversi, stuzzicando e soddisfacendo la sua curiosità. Qualche passeggiata o magari solo qualche commissione con il vostro animale al seguito lo renderà felice.
Mordere: è un istinto innato e non è giusto reprimerlo. Il cane tenderà a farlo comunque... quindi è meglio che se la prenda con i suoi giochi che con altre cose (tipo oggetti di valore o... caviglie). E'un requisito indispensabile per vivere tranquilli con il proprio cane.
Affetto: il cane percepisce se è amato o solo tollerato.
Stima: lui vuole sentirsi importante.
 

Insomma, dedichiamo del tempo al nostro cane, facciamolo sfogare, vogliamogli bene... e saremo ricambiati con gli interessi! :-)

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