I COMANDI

Cosa sono i comandi? Per me sono solo un modo per interagire con il proprio cane...
in sintesi parlargli e vedere come risponde. 
Io adoro l'intesa che si è creata e che continua a crescere, il vedere come io e Casper siamo in sintonia.
Non ho però mai avuto l'intenzione di sottomettere il cane ai miei capricci o di ridurlo a un robot privo di volontà propria... è importantissimo che l'animale conservi vitalità e quindi iniziativa, per non trovarsi un'anima in pena con il terrore di muoversi.
Comunque i comandi non possono e non devono mai essere l'unico modo per riuscire a convivere con il proprio cane. Sono infatti elementi fondamentali nel rapporto con il proprio animale la gestualità e gli atteggiamenti.
Il nervosismo, l'ansia, l'insicurezza sono percepite e talvolta sfruttate come punti deboli da un cane dominante.
E' invece importante essere rilassati, non eccessivamente severi e fidarsi di chi si ha al guinzaglio.
Chiariamo ora un punto fondamentale: la comprensione del comando non è legata al dizionario.
Si può parlare al proprio cane in qualunque idioma più o meno sensato, l'importante è che lui associ un determinato suono e/o un gesto ad una specifica azione.
Già... suono, non una parola. Come dire che il mio cane abituato al tradizionale "seduto", reagisce perfettamente al germanico "sitz" come all'imperativo "siedi".
Se poi eseguo un certo gesto (per esempio una tiratina di guinzaglio verso l'alto), potrei anche dire "supercalifragilisticaspiralidoso" e mi troverei il cane seduto.
Però è opportuno che il comando sia sempre lo stesso.
Soprattutto bisogna imparare a modulare il tono di voce che usiamo per i comandi:
SEVERO, se occorre bloccare il cane o inibire un suo comportamento;
 
DECISO, se vogliamo che esegua una determinata azione;
ALLEGRO, per stimolarlo al gioco;
 
Non bisogna poi pensare che bastino venti minuti in tutta la vita del cane per ottenere un'obbedienza assoluta. Addestrare un cane è lungo e talvolta frustrante... ma se si insiste con costanza alternando dolcezza e severità, fermezza e allegria, i risultati non mancheranno.
Probabilmente succederà come è accaduto a me: dopo tanta fatica un bel giorno ci si rende conto improvvisamente dei progressi... e sarà esaltante!
Non dimentichiamo, infine, che il cane è un essere vivente con i suoi umori, le sue ansie e talvolta i suoi periodi neri.
Il che vuol dire che, esattamente come noi, vive le sue giornate "nere" e che talvolta è meglio non insistere e lasciare
che il periodaccio passi, da solo o con il nostro aiuto.
Propongo adesso una rapidissima rassegna dei principali comandi.
Innanzitutto il cucciolo, ma anche l'adulto, deve capire perfettamente è il NO!
Pronunciato con voce ferma e decisa, ma urlato solo se indispensabile, il NO! deve arrivare a "bloccare" l'animale, richiamandone immediatamente l'attenzione.
Viene usato nel cucciolo e nel suo ambientamento, con la crescita diviene praticamente superfluo se nel frattempo si è creata una buona intesa.
Tutti i comandi iniziano con il cane in posizione "classica", ossia sul lato sinistro del conduttore con il collo all'altezza della gamba.I comandi fondamentali per un cane in addestramento sono quattro:
SEDUTO (SITZ): è un comando che si può insegnare già al cucciolone.
Si ottiene inizialmente tirando il guinzaglio verso l'alto e spingendo verso il basso il sedere del cane. Ogni volta che esegue il movimento, il nostro amico va premiato con carezze, gioco o bocconcini premio. Proseguendo, il cane assocerà l'idea di premio alla posizione, e si metterà seduto anche per chiedervi qualcosa...
TERRA (PLATZ): dalla posizione "SEDUTO", si invita il cane ad abbassare muso e zampe anteriori allontanando dal muso verso il basso  un boccone o un gioco, pronunciando il comando. In seguito sarà sufficiente il gesto della mano, per arrivare infine al solo comando.
Inserite l'esercizio nei giochi
RESTA (STEHE): il cane deve tenere la posizione assunta (in piedi, seduto o a terra) e non muoversi anche se il conduttore si allontana.
Si insegna allontanandosi di pochi passi e premiando l'animale al "rientro" del conduttore.
Se il cane si muove, non va premiato e bisogna ricominciare.
VIENI (HEER): la chiamata deve essere associata al gioco.
Un cane che arriva, anche in ritardo, non deve essere punito mentre se arriva subito deve essere festa. Per le prime volte, usate un gioco per chiamare il cane.
Proseguendo l'addestramento di lavoro, e non senza un tantino di impegno, ci sono altri comandi più avanzati, dei quali è troppo complesso spiegare qua i metodi d'addestramento.
Anche se tutte le sostanze sono necessarie per la salute dell’organismo, il loro fabbisogno assoluto è variabile.Le seguenti sostanze sono elencate secondo le quantità necessarie.
 
 
PIEDE (FUSS): il cane assume la posizione di base al fianco sinistro del conduttore con il collo
o la spalla all'altezza della gamba.
Poi segue il conduttore alle varie andature e nei cambi di direzione.
 
OPP!: incitamento al salto. Il cane salta l'ostacolo, anche se potrebbe aggirarlo.
 
ABBAIA (GIB LAUT): che devo aggiungere?
LASCIA (AUSS): il cane che ha in bocca un oggetto deve lasciarlo prontamente.
 
VAI (VORAUSS): il cane deve partire a passo spedito nella direzione indicata dal conduttore.
Nella ricerca del figurante nascosto può essere sostituito da "REVIER".
 
PORTA (BRING): il cane deve correre verso un oggetto precedentemente lanciato dal conduttore, raccoglierlo e riportarlo.
Per informazioni: info@casperboxer.com